5 Autori –La voce di Paolina Leopardi.
Nel primo incontro dei 5 Autori, mercoledì 11 febbraio, il professore Emilio Russo (La Sapienza), esperto di autografi letterari, è riuscito ad incantare un nutrito pubblico di studenti, insegnanti e curiosi, delineando con rigore filologico il ritratto di una donna poco conosciuta, vissuta quasi interamente a Recanati, da cui si allontana solo pochi anni prima di morire.
Paolina Leopardi gradualmente esce dall’ombra di un genio straordinario, trovando nella frequentazione assidua con i libri e nell’esercizio della scrittura una passione intellettuale e una consolazione alla situazione di isolamento e di marginalità sociale in cui è relegata a causa delle rigide regole familiari.
Una donna nutrita di una cultura eccezionale, che le consente di essere oltre che custode, anche “copista” degli scritti dell’amato fratello Giacomo; è un’abile traduttrice dal francese, redattrice e collaboratrice della “Voce della Ragione” e di altre riviste, lettrice avida e attenta di oltre duemila volumi, con particolare interesse per i romanzi francesi, soprattutto per Stendhal; appassionata di musica, è lei a scrivere una delle più interessanti biografie di Mozart, pubblicata anonima nel 1837, per evitare la censura.
Dalle lettere a Giacomo emerge la sua vivacità intellettuale, espressa in uno stile denso, arguto, a volte ironico: il desiderio inappagato di conoscere altri mondi, le trattative matrimoniali non andate a buon fine, le amicizie femminili da cui attraverso la comunicazione epistolare sembra giungerle un qualche sollievo.
Ma è l’immagine e il ricordo del fratello lontano ad essere sempre presenti nei pensieri di Paolina: un intenso legame affettivo, fatto di empatia, sostegno e disponibilità. Dal loro dialogo emerge non soltanto il ritratto di due anime malinconiche e appassionate, che si specchiano a distanza, ma anche l’immagine di una società chiusa e dura, alla quale entrambi tentano caparbiamente di resistere.
Paolina è per Giacomo un’interlocutrice complice e sostenitrice, uno spirito inquieto, esiliato nel severo Palazzo Leopardi e lui la conforta da lontano con le sue bellissime lettere che le aprono il mondo: le città, le letture, gli incontri.
Passano gli anni e il timbro di voce di Paolina cambia: parla con insistenza della sua prigionia femminile che è fonte di sofferenza e frustrazione, del suo desiderio di libertà. L’amore fraterno, pur sempre profondissimo, comincia ad incrinarsi a causa di orientamenti ideologici sempre più contrastanti, fino al silenzio.
Finalmente libera dall’oppressione materna, conosce di persona le sorelle Brighenti, con cui da anni mantiene una intensa corrispondenza epistolare, visita i luoghi che le sono cari per ragioni affettive, realizzando il desiderio di “respirare l’aria di Napoli”, di soffermarsi sulla tomba del fratello e di vedere Pisa, la città da cui Giacomo le aveva scritto di essere rimasto incantato.
Il secondo appuntamento con i 5 Autori è per martedì 24 febbraio, alle ore 15.00, in Biblioteca Statale con la professoressa Monica Venturini, (Università di Roma Tre) che svolgerà una lezione dal titolo “Tra Sibilla Aleramo e Dino Campana. Riflessioni sul canone del Novecento”.
