5 Autori: “Caro maestro, le scrivo...”. La mancata corrispondenza di Marta Abba.
Pomeriggio molto interessante quello di giovedì 19 marzo in cui il professor Giuseppe Crimi ha illustrato il carteggio tra l’attrice Marta Abba e il Maestro Luigi Pirandello: una corrispondenza problematica, ricca di mancanze, di assenze, sbilanciata soprattutto sotto il profilo emotivo. La grande assente è proprio la reciprocità amorosa.
Un rapporto vitale dove la scrittura non fissa la vita, ma la racconta nei suoi continui mutamenti.
La scrittura di Marta è la lente con cui Pirandello guarda il mondo: infatti dietro la scrittura epistolare per lui c’è un rapporto di esistenza, una necessità per fuggire dalla disperazione, perciò si aggrappa a lei, la sua attrice ideale nella vita e nell’arte, una musa “ritrosa”, che viene comunque vagheggiata come una novella Beatrice.
La lettera diventa dunque per Pirandello sostitutivo della persona lontana, l’aria stessa da respirare, tutto il resto è soffocazione.
Per la giovane attrice scrivere invece assume un carattere pratico, per aggiornare o informare il Maestro di una quantità di messaggi e di notizie, ma anche per giocare allusivamente con lui, rinviando alla sua letteratura e ai suoi testi o per sottrarsi a “rispondere a tono” alle lusinghe amorose.
Il carteggio è pertanto testimonianza di quel rapporto umanamente e artisticamente straordinario che la giovane attrice, tra gli anni Venti e Trenta, si era trovata a vivere con Luigi Pirandello; il Maestro infatti la coinvolgeva pienamente nel tentativo ardito di rinnovare il teatro italiano, nelle battaglie per il riconoscimento di maggiore dignità per il mestiere dell'attore.
Lette una difronte all’altra, le lettere diventano lo specchio su cui entrambi riflettevano i propri pensieri, i diversi e altalenanti sentimenti, i progetti, le ansie per l'andamento del lavoro e della salute, non solo del maturo Pirandello, ma anche della giovane Marta, molto affaticata dalla sua contrastata vita da attrice in Italia.
Nel segno grafico il volto assente si svela, la calligrafia rivela l'umore e lo stato di salute, diventa oggetto di interrogazione e fonte di dubbi, spesso una forma di controllo.
